15enne incinta decide di tenere il suo bimbo: il grande quesito della castità prematrimoniale
di Alessia Onelli
In questi giorni ha fatto eco su moltissimi giornali la notizia della "Baby mamma" di 15 anni che avrebbe scelto di tenere il suo bimbo malgrado i genitori fossero contrari.
Già 2 anni fà (13 anni) aveva avuto un bimbo che poi era stato dato immediatamente in adozione.
La ragazza ha detto che non avrebbe potuto sopportare un nuovo distacco da un suo figlio, nè per adozione, nè per aborto.
La vita trionfa, quindi... e questo è un bene; questo è quello che viene fuori dai vari articoli...purtroppo però è solo questo tutto quello che sottolineano anche tante persone cristiane.
Ma c'è una domanda che mi continua a suonare in testa: bene per il fatto che abbia tenuto il bambino e non l'abbia abortito, bene anche che il primo bambino sia vivo e non sia stato buttato via, per tutto questo la mia più viva ammirazione... ma i tanti cristiani che applaudono soltanto si sono chiesti come poter aiutare questi giovani a vivere secondo le regole del regno di Dio?
Perchè la castità prematrimoniale di cui la parola di Dio dà chiara indicazione non viene più vissuta e considerata un valore non solo dai più, ma neanche da quelli che si professano credenti?
Su molti blog cristiani ho avuto modo di leggere un grande entusiasmo ma non ho visto la benchè minima osservazione sulla necessità di riconsegnare ai giovani ( a tutti ma a maggior ragione a quelli che sono poco più che bambini, o proprio bambini come nel caso della prima gravidanza di questa ragazza!) valori che hanno senso.
Sì, hanno senso anche oggi nel 2008, perchè la parola di Dio è vera oggi come duemila anni fà, la Parola di Dio è vera sempre.
Allora facciamoci tutti un pò di introspezione ed analizziamo il nostro comportamento alla luce della Sacra Scrittura: davvero nemmeno noi che abbiamo conosciuto la Parola sappiamo dire altro che "meno male"?
Meno male non è bene... è il male minore... ma, dice san Paolo " fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene" (romani 12,9)
AL BENE, non al male minore.
Preghiamoci sù.
Di seguito pubblico l'articolo apparso su
repubblica.it
Pordenone, la ragazza vuole il bambino e va dall'avvocato per farsi difendere
La famiglia è contraria. Poi il rumore della notizia sui giornali fa il "miracolo"
15 anni, incinta: "Non abortisco"
I genitori cambiano idea: "Tienilo"
Già nel 2006 ebbe un figlio dallo stesso ragazzo, dato in adozione
PORDENONE - Sono tornati sui loro passi i genitori della quindicenne incinta che a Pordenone, si era rivolta all'avvocato per scongiurare l'eventualità di dover abortire. "L'esposizione mediatica della vicenda - ha detto l'avvocato dei genitori - ha convinto la coppia a cambiare idea. Ordinare alla figlia di abortire, sarebbe stata una scelta eccessivamente severa. Visto come sono andate le cose, i genitori della ragazza si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere la figlia di nuovo a casa".E' stato il clamore della notizia rimbalzata sui giornali e nei telegiornali, a far tornare sui loro passi i genitori della minorenne. Erano convinti che a 15 anni o poco più, un secondo figlio da un 21enne albanese non era una scelta giusta.
Prima di questa gravidanza, due anni fa, la ragazzina aveva dato alla luce un altro bambino, figlio dello stesso amore per il giovane extracomunitario, che però era stato dato subito in adozione.
Questa volta i genitori sembravano convinti che il bambino non dovesse nascere, che la soluzione migliore fosse l'aborto. La figlia però era contraria e per difendere la sua decisione, si era rivolta ad un avvocato: "Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, né di un aborto".
Quando l'avvocato si era già rivolto al giudice tutelare, la questione è diventata di dominio pubblico e il rumore che aveva provocato sui giornali ha indotto i genitori a cambiare idea. "Dopo due anni di silenzio e di indifferenza - ha spiegato Laura Ferretti, l'avvocato dei genitori - le due parti contrapposte si sono scontrate aspramente, facendo emergere tutte le diffidenze e i pregiudizi reciproci. Alla fine di questa discussione, i genitori si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere sia il bambino sia la figlia nella loro abitazione. Una volta tanto, l'intervento mediatico è stato risolutivo". Nel frattempo, il giovane neopapà si è trovato un lavoro e anche la futura suocera si è detta pronta a contribuire alla crescita del nipotino.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 27 Marzo 2008 15:39)


















