e noi dove siamo?
Pubblichiamo un articolo tratto da repubblica.it ... naturalmente non condividiamo quanto pubblicizzato ma vogliamo portarvi a riflettere sull' importanza della preghiera perchè non avanzi la tenebra dell'inganno di Satana. Nello stesso tempo vogliamo porci un interrogativo... noi dove siamo?
Perchè se la gente si chiede se Dio esista o non esista forse dovremmo interrogarci su che testimoni del Risorto siamo. Perchè si mette in dubbio l'esistenza di Dio, quando noi, che siamo gli ambasciatori d Dio su questa terra, dovremmo attestare, testimoniare, trasparire Colui che vive in noi, cioè Gesù Cristo?
Non è un inquisizione, nè abbiamo intenzione di prostrare nessuno in un' autoaccusa inutile... vogliamo semplicemente chiederci se davvero siamo mossi dalla fede e quindi siamo testimoni potenti, o se a muovere il nostro comportamento è la religiosità ,che fà sembrare Gesù una storia vecchia di 2000 e più ann fà... perchè se è la religiosità a muoverci, allora di certo dobbiamo cambiare mente!
Sappiamo con certezza perchè così dice la Scrittura che "le porte degli inferi non prevarranno", ma mentre molti credeni si accontentano di assolvere a dei riti l'ateismo e l'agnosticismo avanzano.
Dio è molto chiaro in Osea 4,6 "Il mio popolo muore per mancanza di conoscenza" quanti sanno che per stare dalla parte del diavolo non serve fare chissacchè ma basta non scegliere per Gesù e secondo quanto Gesù ci ha indicato?
E chi lo sà perchè non diffonde il messaggio?
Preghiamo perchè avanzi il regno di Dio e riflettiamo su noi stessi!
Di seguito l'articolo:
da repubblica.it
"LA CATTIVA notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". E' questa la versione italiana della campagna a favore dell'ateismo che dal 4 febbraio tappezzerà due autobus pubblici a Genova. ... ... ...
due mezzi pubblici diffonderanno il messaggio lanciato dall'Unione atei
che promuovono l'inesistenza di dio
Non a caso l'apertura della campagna lanciata dall'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) partirà da Genova. "E' una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei" spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar. "Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l'Uaar ha deciso di riprendersi un po' di par condicio. E di fare pubblicità all'incredulità".
Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l'idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. "La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola" prosegue Carcano. "Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l'Uaar intende riconquistare all'incredulità un po' di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle", con un messaggio "che vuole invitare a riflettere, con l'aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista".
L'idea dei bus atei è stata della British Humanist Association e il successo è stato tale che è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. Come già accaduto all'estero, anche gli atei italiani hanno lanciato una campagna per raccogliere i fondi necessari per estendere l'iniziativa con altri mezzi e in altre città. Reazioni permettendo. "Non abbiamo idea di cosa ci aspetta perché è sempre difficile fare previsioni" prosegue Carcano. "Per fare un esempio nel mondo dell'editoria, la chiesa non critica i libri di Augias o di Maltese quando escono ma solo quando se ne comincia a parlare, allora si scatenano, come hanno fatto anche con Dan Brown. Anche noi avremmo potuto lanciare la nostra campagna partendo da Roma, ma abbiamo preferito evitare di fare del facile vittimismo".
Intanto la campagna sull'inesistenza di dio si diffonde nelle metropoli non solo europee. In Spagna - da oggi a Barcellona, presto a Madrid e Valencia, poi anche a Saragozza, Siviglia e Bilbao - lo slogan è stato tradotto da quello inglese: "There's probably no god. Now stop worrying and enjoy your life" (Probabilmente dio non esiste. Smettila di preoccuparti e goditi la vita). Il messaggio scelto dalla American Humanist Association per i bus di Washington è "Why believe in a god? Just be good for goodness' sake" (Perché credere in dio? Sii buono per amore della bontà). In Australia lo slogan creato suona come "gli atei dormono la domenica mattina".
Nella cattolica Spagna i fondi sono stati raccolti dall'Unione atei e liberi pensatori (Ual) attraverso il sito busateo.org ma, mentre a Barcellona la campagna è partita oggi, a Madrid l'associazione degli atei (Amal) sta ancora negoziando l'affitto dello spazio pubblicitario su due autobus urbani con l'impresa di trasporti locale.
A Londra l'iniziativa degli atei britannici ha raccolto donazioni che hanno ampiamente superato le aspettative al punto che la campagna sarà estesa in tutto il territorio nazionale su bus e metropolitane. Intanto Christian Voice, un'associazione cristiana, ha fatto pervenire una protesta ufficiale alla Advertising Standards Authority (Asa), sostenendo che la campagna viola le leggi sulla veridicità degli slogan perché il messaggio viene "presentato come un dato di fatto e ciò significa che, per non trasgredire le regole, dev'essere provato". L'associazione degli umanisti britannici non si è lasciata intimidire dalla lamentela e la sua direttrice, Hanne Stinson, ha dichiarato: "Mi dispiacerebbe per l'Asa, se venisse richiesto all'autorità di pronunciarsi sull'esistenza di Dio. Se comunque decidessero di aprire un'inchiesta, siamo disposti a collaborare".
Ultimo aggiornamento (Martedì 11 Gennaio 2011 18:36)


















