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DICO O CUS? La sostanza non cambia!

DICO O CUS? La sostanza non cambia!

L' ultima trovata per dribblare il matrimonio si chiama CUS.

Si è passati dai PACS, ai DICO ed ora dai DICO ai CUS; cambiano i nomi ma il senso è lo stesso: cercare di dare riconoscimento ad unioni pseudo matrimoniali per chi non vuole o non può prendersi un impegno.

In realtà i "coniugi" ossia coloro che decidono di percorrere insieme lo stesso cammino, di amarsi "finchè morte non ci separi", di unire le loro vite, sono già tutelati.

Ed anche i coniugi che non sono cristiani sono salvaguardati dalla legge sul divorzio che concede loro diritti e garantisce loro un giusto "trattamento" anche se si separano.

A chi servono i CUS?

Perchè scegliere di legalizzare un rapporto che potrebbe di fatto essere già legalizzato ma non vuole esserlo?

Dove finiremo seguendo questo percorso che toglie ai figli la figura dei genitori intesi come procreatori, come uomo e donna, ciascuno con le caratteristiche del suo sesso, ciascuno con le proprie ricchezze e debolezze?

Che futuro diamo ai giovani se, legalizzando queste unioni, insegnamo loro che tutto è lecito, che se non si vuole prendersi un impegno serio con un'altra persona è sufficiente fare un contrattino, ci si stà un pò, si valuta e poi magari si scioglie senza sprecare soldi per il divorzio, senza avere conseguenze, senza dover attendere i tempi del divorzio per iniziare una nuova relazione "riconosciuta" piena di garanzie ma priva di impegni, di serietà di un minimo di sana abnegazione?

La regola del tutto e subito non ha mai portato buoni risultati: i genitori cristiani non smettano mai di ricordarlo ai propri figli e di insegnare loro che, seppure è giusto e doveroso il rispetto per tutti, non è buono fare certe scelte o sostenerle.

Ma vediamo un pò chi sono e cosa implicano questi CUS.

L'acrostico CUS stà per "contratto di unione solidale".

Questo contratto vuole garantire le unioni civili, ed è stato presentato dal Presidente della Commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi al comitato ristretto della Commissione.

I Cus saranno stipulati con una dichiarazione congiunta davanti a un notaio o al giudice di pace. Quest'ultimo dovrà inserire in un apposito registro sia gli atti firmati in sua presenza, sia quelli redatti dagli studi notarili. Per modificare il contratto sarà necessario seguire lo stesso iter.

I Cus potranno essere sciolti sia con un accordo comune tra la coppia, sia per decisione unilaterale di uno dei due contraenti. Il contratto viene meno anche per il matrimonio di uno dei due o per la sua morte. I Cus accordano alle coppie una serie di diritti e benefici tipici dei coniugi. Se l'unione solidale è stata registrata da almeno nove anni, le coppie di fatto potranno ereditare i beni alla morte del convivente: un quarto del totale se il convivente deceduto ha figli, fratelli e sorelle; la metà se ci sono parenti fino al sesto grado; l'intera somma negli altri casi. I contratti di unione solidale prevedono anche il diritto di successione nel contratto di locazione. Le coppie di fatto potranno avere l'assistenza sanitaria e penitenziaria, usufruiranno di facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro e potranno decidere sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente.

Dove finiremo?

Difficile dirlo, non oso nemmeno pensare alle conseguenze di quello che magari visto alla svelta può perfino sembrare un gesto di sostegno e di civiltà.

C’è da auspicarsi che si rifletta molto bene sul fatto che è la famiglia voluta da Dio e riconosciuta dalla legge, l’unica culla in cui far crescere dei bambini sani, sereni, equilibrati.

Per il resto staremo a vedere.

Ci troviamo di nuovo di fronte all’albero della conoscenza del bene e del male, non ci resta che scegliere ed insegnare i nostri figli, ai nostri giovani a distinguere e scegliere secondo la legge del Signore.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 12 Luglio 2007 22:18)

 
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