Comunicato dell' Associazione Bioeticisti Italiani circa gli "embrioni chimera"
Comunicato dell' Associazione Bioeticisti Italiana circa gli "embrioni chimera"
8 Settembre 2007
L’Associazione Bioeticisti Italiani (ABI) esprime profonda preoccupazione nell’apprendere la notizia della decisione della Human Fertilisation and Embriology Authority (HFEA) britannica di autorizzare la creazione di embrioni ibridi uomo-animale.
La HFEA, unico nel suo genere al mondo, è un organo statutario indipendente creato nel 1991, allo scopo principale di monitorare e rilasciare permessi ai centri che praticano la FIVET, l’inseminazione artificiale con gameti da donatori e la ricerca sugli embrioni umani.
La decisione della HFEA, raggiunta dopo consultazione pubblica, fa seguito alla richiesta di due gruppi di ricerca del Regno Unito di produrre e utilizzare embrioni ibridi (ovociti bovini e DNA umano) da cui ottenere cellule staminali, a scopo di ricerca.
La HFEA consente già l’ eliminazione di embrioni umani prodotti in vitro, qualora l’indagine genetica pre-impiantatoria ne evidenzi la predisposizione (non la certezza) ad ammalarsi in età adulta e nonostante l’esistenza di terapie efficaci.
Josephine Quintavalle, portavoce della CORE britannica (Comment on Reproductive Ethics), da sempre accesa antagonista, ha sollevato questioni di legittimità e denunciato la strategia, più volte usata dalla HFEA, di consultare il pubblico su questioni di grande impatto etico e sociale, facendo leva sulla emotività.
L’ABI sostiene che ci si trova di fronte ad un vero e proprio attentato all’integrità fisica di ognuno degli esseri umani prodotti in laboratorio e, quindi, alla dignità intrinseca di ciascuno di essi, in quanto sarà imposto loro un corpo non completamente umano e sarà poi però negata loro la possibilità di vita, per paura di ottenere esseri mostruosi.
In aggiunta, l’ABI considera la creazione di ibridi uomo-animale, un artificio pericoloso, perchè infrange un limite naturale giustamente ritenuto invalicabile: l’infertilità inter-specie, che in natura non consente tali abomini.
L’ABI non ritiene, inoltre, che la creazione dei cosiddetti embrioni chimera possa essere in alcun modo giustificata dall’eventuale fine terapeutico della ricerca.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 10 Settembre 2007 10:12)


















