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  • Alessia : Salmi 63,11 Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria
  • Alessia : anche a te e grazie mille!!!!!!!!!!!!!!
  • serena : :) buon lavoro nella vigna del Signore!!
  • Alessia : :)
  • Lucia : è proprio il caso di dire Gloria a Dio! :) ;)
  • Alessia : Geremia 29,11 Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.
  • Alessia : buona giornata a tutti!
  • Alessia : Benvenuti a tutti, fra pochi istanti iniziamo la lode del Signore. Buona preghiera
  • Alessia : anche a voi Lucia!
  • Lucia : Buona Pasqua a tutti!

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Regno dei cieli 2 (1° parte)

Regno cieli 2

L’obiettivo di un cittadino del regno dei cieli è quello di comprendere perché è stato creato, quale incarico Dio ha previsto per lui, quale scopo c’è nella sua vita.

Voglio parlare a dei cittadini del Regno che stanno imparando qual’é il loro compito sulla terra, che stanno riflettendo sulla strada che percorrono e sulla direzione meta che devono raggiungere.

Stiamo scoprendo che Gesù non è venuto a portare una religione, Gesù è venuto a restituirci il Regno che satana ci ha rubato.

Chi è religioso? E’ colui che cerca Dio fuori di sé

Il Regno di Dio è vita, “è venuto a visitarci dall’alto un sole che sorge” il Signore (Lc 1,78) per restituirci la vita.

Questo è quello che Gesù ha fatto e che lo Spirito Santo continua a fare dimorando in ciascuno di noi, ma solo se glielo permettiamo.

Dio ci ha chiamati ad essere Leader

Se leggendo questo testo, vi aspettate che si parli di religione, vi confermo che questo non è il posto. Qui non si parla di religione, si parla del Regno dei Cieli.

Dio ha preparato cieli nuovi e terra nuova, perché ciascuno di noi inizi a regnare nella sua vita.

Dobbiamo lasciare un solco perché le nuove generazioni, perché il Regno che Gesù è venuto a riportarci, non vada perduto.

Gesù non ha portato riti, precetti, ma ha riaperto la possibilità per tutti coloro che lo desiderano di vivere nel Suo Regno.

 

Prima di venire a visitarci, ha mandato anche un araldo.

Chi è l’araldo, era un messo del Re, portava con sé e leggeva un rotolo, si muoveva di città in città e raggiunta la piazza più grande, saliva su quello che oggi chiameremo “cubo” e gridando annunciava:”il Re sta per arrivare”

Giovanni Battista è stato l’araldo del Signore, Lui ovunque andava gridava ed annunciava: “Convertitevi Il regno dei cieli è vicino”

Quando Gesù è venuto ha detto la stessa cosa: “Convertitevi il Regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17)

Dobbiamo conoscere a cosa siamo stati chiamati, altrimenti diveniamo dei frustrati.

Siamo chiamati ad essere leader, la bibbia ci chiama figli di Dio, siamo cittadini del regno, siamo chiamati ambasciatori di Cristo.

La volta scorsa abbiamo letto la parabola del Figliol prodigo, parabola ricca di significati, ma per quello che riguarda l’argomento che stiamo trattando oggi, vorrei soffermarmi ancora una volta su queste frasi:

18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre.( Lc 15, 18-20 )

Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 23Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa (Lc 15, 22-24)

Questo è quello che succede a noi, siamo figli, ma ci relazioniamo con Dio come se fossimo servi. Ma ancora una volta la parola ci sottolinea che Siamo figli e non servi.

Il figlio tornò dal padre come se fosse un servoil padre invece gli andò incontro, fece prendere per lui i vestiti migliori, gli pose l’anello al dito, (segno di alleanza), lo trattò come figlio, gli riconsegnò il diritto all’autorità di famiglia.

Lo accolse come figlio, purtroppo però la mentalità di quel figlio era di tornare come servo. (Trattami come uno dei tuoi garzoni.) e questo suo atteggiamento gli impediva di sentirsi Figlio.

Perché vogliamo essere servi? Forse ci soddisfa il fatto che il servo si possa prostrarsi davanti al Re? O il fatto che il servo debba ricevere ordini?

O non ci soddisferebbe molto di più il vivere secondo lo Spirito che ci è stato dato? Vivere come figlio e manifestare la potenza di tuo Padre?

Cosa preferisci essere figlio o servo? Dillo a te stesso.

Chi preferisce ricevere ordini?

Siamo leader perché siamo figli del leader. Se tu non ti consideri cittadino del regno dei cieli, rischi di basare la tua vita sulle aspettative dei pagani, che rispetto a quelli che chiamavano cristiani, vivevano secondo aspettative fatte di regole, di dottrina ma non di fede o di vita.

C’é qualcosa che è stato ribaltato, i figli di Dio, invece di vivere secondo lo spirito che gli è stato dato, continuano a vivere secondo le aspettative del mondo, nonostante tutti i doni ricevuti dal padre continuano a vivere come servi.

Se sei cittadino italiano rappresenti il tuo paese, rispondi agli standard di vita dei cittadini italiani.

Non puoi essere ambasciatore se non rappresenti il tuo governo. Noi siamo chiamati a rappresentare il nostro paese e il nostro governo

La bibbia non parla di democrazia o repubblica, Dio parla del Suo regno non di una democrazia o repubblica.

E’ importante capire questo perché la nostra mentalità è costruita su concetti non usati da Dio.

Noi siamo cresciuti con il concetto di democrazia e repubblica, quando prendiamo la costituzione ( Bibbia ) della nostra patria ( il cielo) non riusciamo a comprenderla perché la leggiamo sulla base del nostro concetto di organizzazione politica ( democrazia/Repubblica), che non è quello che trovò Gesù quando scese sulla terra (Monarchia).

Scopriamo che Dio è un re ed è venuto a riportare un regno e che noi siamo chiamati a governare sulla terra e sulla vita.

Non riusciamo ad applicare il messaggio, perché leggiamo il messaggio applicando i concetti sui quali siamo cresciuti.

Se abbiamo un concetto già formato su una certa questione, tutti i concetti contrari a quanto abbiamo in mente vengono automaticamente esclusi.

A meno che quel pre-concetto che hai formato venga abolito per comprendere il messaggio di Gesù.

Ecco perché Gesù quando inizio la Sua missione, tornando dai 40 giorni nel deserto la prima cosa che disse fu: “Convertitevi”,laddove vuol dire non pentitevi dei vostri peccati, ma cambiate mente, mentalità, perché se non abbandonate i pre-concetti, pre-giudizi, se non rinunciate a voi stessi, non potrete accogliere il messaggio,.

Se non cambi mente non puoi accogliere il messaggio del regno.

Cerchiamo di capire perché non riusciamo a capire Gesù.

Se vuoi capire Gesù devi cambiare mente, altrimenti non riuscirai a fare esperienza di Lui in modo pieno.

Devi smettere di ragionare con la mentalità di questo mondo e devi lasciare che Dio dimori in te ed inizi a pensare dentro di te.

In una repubblica abbiamo un presidente, una persona eletta, ci sono poi altre figure che cambiano di paese in paese, ma le persone che governano sono espressione di una maggioranza politica.

Se pensi ad un regno non pensi ad un presidente ad un vice ministro, ma pensi ad un re, ad un territorio su cui dominaed il rapporto tra il re ed il suo dominio è chiamato regno.

E’ un concetto di cultura, non di mentalità- Non di cattiva o buona volontà

Se sei pronto a smantellare i preconcetti, questa è la volta buona per capire quello che Gesù è venuto a portarti.

Perché non obbediamo a Gesù? Perché non comprendiamo cosa è un regno, non capiamo cosa è un re.

Se capissimo cosa è un re non oseremmo non obbedirgli.

Molte volte anche noi cristiani, noi che ci reputiamo i Suoi discepoli, noi che siamo ai suoi piedi, non capiamo questo e crediamo che per rimanere uniti a Lui, dobbiamo solo compiere dei precetti, ma nella vita quotidiana, rimaniamo fermi sulle nostre posizioni.

Ma Gesù disse di rimanere uniti a Lui, lasciandolo vivere dentro di noi perché rimanendo uniti potessimo portare molto frutto.

E Lui aggiunse:” in questo è glorificato il Padre mio, che diventiate miei discepoli e che portiate molto frutto”.

Dobbiamo conformare la NOSTRA MENTE alla mente di Dio e non alla mentalità di questo mondo.


 

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 11 Ottobre 2009 16:11)

 
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