l'inganno dell'astrologia 2 parte
Continuano gli insegnamenti riguardanti l'astrologia a cura di Silvia Nigro... nella sezione insegnamenti troverete la 1 parteL’ANTICO TESTAMENTO E L’ASTROLOGIA
Le Scritture dell’Antico Testamento contengono numerosi riferimenti all’adorazione astrologica dei pianeti. Il vitello d’oro che Aronne fece, era il dio astrologico egizio Tauro, il toro (Esodo 32,1-35; Deuteronomio 9,16-21….).
Durante il periodo dei Re, fu ristabilita in Israele la pratica dell’astrologia terrestre e dell’adorazione dei pianeti. Il re Geroboamo fece due vitelli d’oro e li mise a Bethel e a Dan dicendo: “O Israele, ecco i tuoi dèi…” (1re 12,26-29). Il profeta di Dio così si doleva: ”Questo diventò un’occasione di peccato; perché il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti a uno di que’ vitelli” (1re 12,30). L’adorazione astrologica faceva concorrenza all’adorazione di YHWH nei cuori del popolo.
I “peccati di Geroboamo” divennero proverbiali. Il racconto dell’ascesa e della caduta dei re di Giuda e d’Israele riferisce anche se essi permisero o fermarono la pratica dell’astrologia (2re 10,28-31).
La brutta fine d’Israele era strettamente legata al coinvolgimento del popolo nell’adorazione dei pianeti.
Roboamo, re di Giuda, eresse non solo degli idoli di tauro, ma anche di Ariete, il capro (2 cronache 11,15). Il dio Molec, o Moloc, al quale si facevano sacrifici umani, era un’altra divinità astrologica fatta oggetto di adorazione. Moloc rappresentava il sole, e la sua adorazione consisteva nel gettare bambini vivi nella fornace accesa nella sua pancia.
L’adorazione di Moloc e di Refàn, o Saturno, è condannata in Atti 7,43.
Quando in Israele sorsero dei re timorati di Dio, come Giosia, essi purificarono la nazione dagli elementi dell’astrologia.
L’antico testamento nomina un centinaio di volte il frequente coinvolgimento d’Israele nell’adorazione di Baal. Baal era, per i fenici, il dio sole. Israele, nella sua apostasia, arrivò addirittura a edificare delle case consacrate all’adorazione del sole (Baal) e perfino a installare cavalli e carri dedicati all’adorazione del sole (2 re 23,11).
Il culto di Astarte fra i fenici non era altro che l’adorazione di Venere, o della luna, come dea dell’amore, della fertilità e della buona fortuna. Keil fa quest’osservazione:
“Nella pratica sirofenicia di adorazione degli astri, il sole e la luna (baal e astarte) erano adorati come portatori dei poteri maschili e femminili della natura…le stelle erano venerate…come conduttrici e regolatrici delle cose sublunari o terrestri. Si bruciava incenso non solo in onore del sole e della luna, ma anche dei segni dello zodiaco e di tutto l’esercito celeste, cioè, tutte le stelle; con questo, dovremmo senz’altro intendere che il sole, la luna, i pianeti e gli altri astri, erano adorati insieme con lo zodiaco, a cui erano poi collegati l’astrologia, i presagi e gli oroscopi”.
La frase :” ai segni dello zodiaco”, che si trova in 2 re 23,5 in ebraico dice in effetti: “ai dodici segni (dello zodiaco)”! Il Lange nota che la frase in ebraico si riferisce alle “dodici divisioni dello zodiaco contrassegnate dalle figure e dai nomi di animali: le dodici costellazioni dello zodiaco”.
I profeti dell’antico testamento condannarono unanimemente l’adorazione dei pianeti. Geremia rigettò l’adorazione della “regina del cielo” cioè la luna. Profetizzò pure il giudizio divino su Israele a causa del suo coinvolgimento con l’adorazione astrologica ( Geremia 19,13).
Il profeta Ezechiele condannò gli uomini d’Israele per aver adorato il sole e le donne per aver pianto Tammuz. Tammuz, o Adone, “introdusse l’adorazione dei sette pianeti e dei dodici segni dello zodiaco, e…fu elevato a dio dopo la sua morte e onorato con celebrazioni funebri”. Erano state addirittura dipinte delle creature zodiacali sulle pareti del tempio per essere adorate.
La malvagità in questione non era semplicemente idolatria, ma divinazione, una tecnica per poter predire il futuro. Geremia in 8,1-2 diede un avvertimento.
Dio condannò il coinvolgimento di Israele nell’astrologia terrestre perché essa era tipica del mondo religioso occulto che lo circondava. A Israele era proibito partecipare a qualsiasi arte occulta tramite la quale fosse possibile predire il futuro.
Il profeta Isaia ridicolizzò gli astrologi in modo particolare. Essi avevano predetto al re che Israele non sarebbe stato sconfitto, Isaia aveva predetto il contrario.
I profeti dell’Antico Testamento basavano la loro ostilità all’astrologia su due fatti: l’astrologia era una forma di politeismo e portava all’adorazione dei pianeti; inoltre essa era un’arte occulta proibita da Mosè, perché gli Ebrei dovevano consultare il Dio d’Israele e non le stelle, se avevano bisogno di informazioni.
Le Scritture dell’Antico Testamento contengono numerosi riferimenti all’adorazione astrologica dei pianeti. Il vitello d’oro che Aronne fece, era il dio astrologico egizio Tauro, il toro (Esodo 32,1-35; Deuteronomio 9,16-21….).
Durante il periodo dei Re, fu ristabilita in Israele la pratica dell’astrologia terrestre e dell’adorazione dei pianeti. Il re Geroboamo fece due vitelli d’oro e li mise a Bethel e a Dan dicendo: “O Israele, ecco i tuoi dèi…” (1re 12,26-29). Il profeta di Dio così si doleva: ”Questo diventò un’occasione di peccato; perché il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti a uno di que’ vitelli” (1re 12,30). L’adorazione astrologica faceva concorrenza all’adorazione di YHWH nei cuori del popolo.
I “peccati di Geroboamo” divennero proverbiali. Il racconto dell’ascesa e della caduta dei re di Giuda e d’Israele riferisce anche se essi permisero o fermarono la pratica dell’astrologia (2re 10,28-31).
La brutta fine d’Israele era strettamente legata al coinvolgimento del popolo nell’adorazione dei pianeti.
Roboamo, re di Giuda, eresse non solo degli idoli di tauro, ma anche di Ariete, il capro (2 cronache 11,15). Il dio Molec, o Moloc, al quale si facevano sacrifici umani, era un’altra divinità astrologica fatta oggetto di adorazione. Moloc rappresentava il sole, e la sua adorazione consisteva nel gettare bambini vivi nella fornace accesa nella sua pancia.
L’adorazione di Moloc e di Refàn, o Saturno, è condannata in Atti 7,43.
Quando in Israele sorsero dei re timorati di Dio, come Giosia, essi purificarono la nazione dagli elementi dell’astrologia.
L’antico testamento nomina un centinaio di volte il frequente coinvolgimento d’Israele nell’adorazione di Baal. Baal era, per i fenici, il dio sole. Israele, nella sua apostasia, arrivò addirittura a edificare delle case consacrate all’adorazione del sole (Baal) e perfino a installare cavalli e carri dedicati all’adorazione del sole (2 re 23,11).
Il culto di Astarte fra i fenici non era altro che l’adorazione di Venere, o della luna, come dea dell’amore, della fertilità e della buona fortuna. Keil fa quest’osservazione:
“Nella pratica sirofenicia di adorazione degli astri, il sole e la luna (baal e astarte) erano adorati come portatori dei poteri maschili e femminili della natura…le stelle erano venerate…come conduttrici e regolatrici delle cose sublunari o terrestri. Si bruciava incenso non solo in onore del sole e della luna, ma anche dei segni dello zodiaco e di tutto l’esercito celeste, cioè, tutte le stelle; con questo, dovremmo senz’altro intendere che il sole, la luna, i pianeti e gli altri astri, erano adorati insieme con lo zodiaco, a cui erano poi collegati l’astrologia, i presagi e gli oroscopi”.
La frase :” ai segni dello zodiaco”, che si trova in 2 re 23,5 in ebraico dice in effetti: “ai dodici segni (dello zodiaco)”! Il Lange nota che la frase in ebraico si riferisce alle “dodici divisioni dello zodiaco contrassegnate dalle figure e dai nomi di animali: le dodici costellazioni dello zodiaco”.
I profeti dell’antico testamento condannarono unanimemente l’adorazione dei pianeti. Geremia rigettò l’adorazione della “regina del cielo” cioè la luna. Profetizzò pure il giudizio divino su Israele a causa del suo coinvolgimento con l’adorazione astrologica ( Geremia 19,13).
Il profeta Ezechiele condannò gli uomini d’Israele per aver adorato il sole e le donne per aver pianto Tammuz. Tammuz, o Adone, “introdusse l’adorazione dei sette pianeti e dei dodici segni dello zodiaco, e…fu elevato a dio dopo la sua morte e onorato con celebrazioni funebri”. Erano state addirittura dipinte delle creature zodiacali sulle pareti del tempio per essere adorate.
La malvagità in questione non era semplicemente idolatria, ma divinazione, una tecnica per poter predire il futuro. Geremia in 8,1-2 diede un avvertimento.
Dio condannò il coinvolgimento di Israele nell’astrologia terrestre perché essa era tipica del mondo religioso occulto che lo circondava. A Israele era proibito partecipare a qualsiasi arte occulta tramite la quale fosse possibile predire il futuro.
Il profeta Isaia ridicolizzò gli astrologi in modo particolare. Essi avevano predetto al re che Israele non sarebbe stato sconfitto, Isaia aveva predetto il contrario.
I profeti dell’Antico Testamento basavano la loro ostilità all’astrologia su due fatti: l’astrologia era una forma di politeismo e portava all’adorazione dei pianeti; inoltre essa era un’arte occulta proibita da Mosè, perché gli Ebrei dovevano consultare il Dio d’Israele e non le stelle, se avevano bisogno di informazioni.
tratto da un libro di R.A.Morey
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Ultimo aggiornamento (Sabato 07 Novembre 2009 10:44)


















