l'inganno dell'astrologia 3
a cura di Silvia Nigro
L'ASTROLOGIA NATALE
L'astrologia era praticata soltanto per re e popoli prima che Alessandro Magno la introducesse in Grecia a seguito delle sue conquiste. La mente scientifica dei greci presto rielaborò questa "arte", che prese forma di una scienza che si applicava a chiunque. Il capo architetto fu Tolomeo (130 d.C.).
Tolomeo, nella sua opera "Tetrabiblos", precisò lo zodiaco e il metodo di tracciare gli oroscopi tramite le posizioni del sole, della luna, di Mercurio, di Venere, di Marte, di Giove e di Saturno, al momento della nascita di una persona. Una volta che si sapesse il momento preciso della nascita di una persona, si poteva predire il suo futuro. L'astrologia non era più una cosa riservata solo ai re, ma si rivolgeva anche alle masse.
Lo zodiaco è l'immaginaria cintura celeste attraverso la quale si muovono i pianeti nelle loro rispettive orbite. Esso è costituito dalle costellazioni che si possono osservare. è suddiviso in dodici "case" di 30 gradi ciascuna. Usando lo zodiaco, è possibile calcolare in qualsiasi momento la posizione esatta delle sette stelle.
Il calendario è ripartito in dodici sezioni, con delle date per ogni casa. Per esempio chi nasce fra il 23 ottobre e il 22 novembre è nel segno dello Scorpione.
Lo zodiaco di Tolomeo, determinato dalle sette stelle e dalle dodici case, è ancor oggi usato dalla stragrande maggioranza degli astrologi.
L'ERA CRISTIANA
La chiesa primitiva era ostile all'astrologia natale tanto quanto l'Antico Testamento lo era all'astrologia terrestre. I primi convertiti erano incoraggiati a bruciare tutte le cose astrologiche che possedevano ( Atti 19,18-20).
Nella Didachè (manuale ecclesiastico della fine del primo secolo e dell'inizio del secondo d.C.) troviamo quest'avvertimento: "Figlio mio, non avere a che fare con gli àuguri, perchè ciò conduce all'idolatria, nè con quelli che fanno incantesimi, nè con gli astrologi, nè con i maghi: non guardarli neanche; perchè da tutte queste cose nasce l'idolatria".
Al Concilio di Laodicea nel 345 d.C. fu vietata la pratica dell'astrologia e gli astrologi furono banditi dal clero.
L'attacco che Sant'Agostino lanciò contro l'astrologia è ben noto. Prima di diventare cristiano, egli aveva abbracciato l'astrologia. Una volta convertito al cristianesimo, però, fece propria l'ostilità della Bibbia verso tale pratica.
La reintroduzione della filosofia greca (Aristotele) attraverso Tommaso d'Aquino riportò in auge l'astrologia. Purtroppo anche la chiesa si rivolse alle antiche basi pagane della cultura occidentale. All'epoca del Rinascimento, l'astrologia era di nuovo praticata sia dalla classe della monarchia sia dalle masse. L'astronomia e l'astrologia erano considerate come una medesima "scienza".
I Riformatori protestanti seguirono l'esempio di Agostino nel considerare l'astrologia come uno strumento satanico di predizione del futuro.
Nei paesi protestanti l'astrologia era vietata dalla legge e condannata dalla chiesa. Ciononostante, l'astrologia continuava a fiorire. Il rapporto fra il Dottor Dee e la regina Elisabetta I è tuttora uno dei principali esempi dell'influenza esercitata dagli astrologi sulla classe reale.
tratto da un libro di R.A.Morey
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Ultimo aggiornamento (Sabato 07 Novembre 2009 10:43)


















