Quaresima, tempo di Rinascita.
La Quaresima è un tempo della liturgia in cui si ricorda il tempo passato da Gesù nel deserto, prima della Sua vita attiva.
E’ un tempo nel quale Gesù stesso venne provato nella fedeltà al progetto che il Padre aveva pensato per Lui. E’ un tempo di deserto, dove rimanendo con se stesso, sperimentò, Lui che era vero Uomo e vero Dio, l’esperienza di mortificazione della Sua carne, per vivere in corpo umano, solamente nello spirito. “Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace.” (Rm 8, 5-6)
La nostra tradizione spesso, ci ha portati a vivere questo tempo, con un atteggiamento mesto, arrivando, in alcuni casi, a sentirci in colpa per aver provato gioia o spensieratezza, come se l’Onnipotente potesse colpirci, qualora non avessimo vissuto l’intero periodo nella privazione e nella mancanza di gioia.
Questo modo di pensare ha permesso che il nostro vivere, non fosse quello di Risorti, in quanto Figli di quel Dio che circa 2.000 fa è risorto per noi, ma come coloro che sono in attesa di vederlo uscire dal sepolcro.
Per molti anni ho vissuto la mia Quaresima, solo come un tempo di ritualità, dove nei 40 giorni, tutto si susseguiva nello stesso modo di sempre.
Rivivevo con Gesù quei momenti di dolore, dimentico della grande vittoria che Lui ha avuto sulla morte; dimentico di conoscere “la seconda parte del film”, ossia quella in cui Dio, caricandosi dei nostri peccati, ci ha restituito la Sua Gloria, perché non dovessimo subire la morte del peccato, ma vivendo la Sua pienezza, preparata per noi dall’inizio dei tempi, smettessimo di attendere il futuro, per vivere da Risorti il nostro presente.
Come riporta Paolo, nella 2° Lettera a Timoteo 1,9”Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia“.
Quello che vorrei trasmettere è che i tempi liturgici, sono un’occasione per fermarsi e fare il bilancio della nostra vita, ma non per leccarsi le ferite e continuarla sul tracciato di sempre.
La Quaresima è un’occasione in più per comprendere che la Risurrezione per noi non può essere solo un aspetto della vita di Gesù visto da lontano, ma come qualcosa che modifica il nostro vivere, rendendolo sempre più simile a Colui che versò il Suo Sangue per noi.
La mestizia del periodo Quaresimale, non deve essere un atteggiamento legato ad una ritualità, ma solo un’occasione per ripercorrere la strada che il Risorto ha vissuto prima di noi.
E’ un’occasione per tagliare le corde che legano questo nostro corpo alla terra, rendendoci materiali e non spirituali.
E’ un momento in cui Dio ti chiede di cambiare rotta, per iniziare a viverLo così come Lui ha fatto per noi.
Paolo spiega molto bene questo in Romani 2,13: “Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati”.
Fratello caro, che leggerai questi appunti, prova a vivere la tua Quaresima con un proposito nuovo, non con l’atteggiamento di chi piange sui propri errori del passato e per scontarli ripercorre la strada dolorosa come un evento di un tempo, ma come coloro che avendo accettato il lavaggio che Dio ha operato con Il Suo Sangue, sceglie di alzarsi ed iniziare a vivere la Sua eredità.
La strada dolorosa non è solo una via di Gerusalemme percorsa 2.000 anni fa da Gesù, ma è una strada preparata per ciascuno di noi da sempre; se Gesù non l’avesse percorsa al nostro posto, ciascuno di noi ne avrebbe fatto esperienza. Allora l’obiettivo della liturgia non è quello di farci piangere sul Sangue che Gesù ha versato, ma al contrario vuole condurci a fare esperienza dell’Amore di Colui, che per evitarla a ciascuno di noi, ci ha salvati con la Sua vita.
Gesù, potremmo dire, che con la Sua morte ha fatto uno scambio, ha rinunciato alla Sua divinità, per caricarsi della nostra umanità, solo in quel modo poteva restituirci la dignità di Figli, facendosi come noi, perché noi divenissimo come Lui.(Fil 2, 6-8)
La Quaresima non è un tempo di mestizia, ma un tempo in cui dal tuo cuore deve rinascere la vita vera, un’occasione in più con la quale e dalla quale ripartire, non per percorrere la vita di Gesù, ma per cambiare la nostra in LUI. E’ il tempo del bucaneve, che al tepore della primavera sbuca dalla neve e ricorda all’osservatore che la vita sta rinascendo
Il Signore benedica te e la tua famiglia
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 17 Febbraio 2010 08:13)


















