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  • Alessia : Salmi 63,11 Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria
  • Alessia : anche a te e grazie mille!!!!!!!!!!!!!!
  • serena : :) buon lavoro nella vigna del Signore!!
  • Alessia : :)
  • Lucia : è proprio il caso di dire Gloria a Dio! :) ;)
  • Alessia : Geremia 29,11 Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.
  • Alessia : buona giornata a tutti!
  • Alessia : Benvenuti a tutti, fra pochi istanti iniziamo la lode del Signore. Buona preghiera
  • Alessia : anche a voi Lucia!
  • Lucia : Buona Pasqua a tutti!

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Il matrimonio: una vera vocazione!

In una società che spreca la parola "amore" e lo scambia con la passionalità, lo spreco di sesso, col "libero" amore, dell'amore si potrebbe dire tutto il bene e tutto il male possibile. L’ indugiare di molti giovani ad accostarsi al matrimonio, stiracchiando per anni il fidanzamento che spesso si trasforma in convivenza, è dovuto alla paura che non tutto volga a buon fine. Il matrimonio: una vera vocazione! Quando si parla di “vocazione” ossia di chiamata, la prima cosa che viene in mente è quella alla vita consacrata…Vocazione invece è molto di più…Vocazione è rispondere ad un progetto di Dio su di noi, un progetto d’amore per noi.Dio non ha creato i single!Dio chiama ed esige una risposta… la risposta a quel certo tipo di chiamata: se è alla vita consacrata una risposta data con slancio, amore, dedizione totale…Se è alla vita matrimoniale COMUNQUE una risposta data col cuore, con la volontà,la serietà e tutto il buono possibile.Non c’è la terza chiamata: quella al fare nulla della propria vita, quella al lasciarsi andare a quello che viene senza progetti, senza impegno alcuno.Facile quindi capire che anche il matrimonio è una vocazione…anche se oggi purtroppo,spesso viene vissuto solo come uno stare insieme.Dio stesso nella Genesi,il primo libro della Bibbia, benedice l’uomo e la donna e li consacra al matrimonio. "Dio li benedisse e disse: Siate fecondi e moltiplicatevi. Riempite la terra ..." (Gen 1.28). E’ una chiamata stupenda, a patto che sia intrapresa e vissuta veramente come "vocazione" ricevuta da Dio.. purtroppo il più delle volte ci si sposa perché tutti lo fanno, perché é una cosa naturale ... Occorre partire col piede giusto: La vocazione al matrimonio é una vocazione all'amore così come quella del consacrarsi a Dio….forse ancora più difficile. L'amore é il fondamento, la sostanza e insieme la luce e la gioia di una vita coniugale. Ma che cos'é l'amore?   In una società che spreca la parola "amore" e lo scambia con la passionalità, lo spreco di sesso, col "libero" amore, dell'amore si potrebbe dire tutto il bene e tutto il male possibile. L’ indugiare di molti giovani ad accostarsi al matrimonio, stiracchiando per anni il fidanzamento che spesso si trasforma in convivenza, è dovuto alla paura che non tutto volga a buon fine. I giovani si amano, ma non tutti hanno la forza, il coraggio di garantirsi una indiscussa e duratura fedeltà, anche perché il crescere dei divorzi e della convivenza sembra impedire di vedere quante belle coppie di sposi e quante belle famiglie ci sono e guardare a loro e da loro ricevere l'esempio. L’ invito è a non avere paura e a guardare con occhio sereno a questa vocazione, ma ciò é possibile solo se la inquadrate in un disegno divino. L'amore infatti é una scintilla divina, accesa nel cuore dell'uomo perché Dio é amore; bisogna saper amare con l'amore di Dio il "tu" compagno della propria vita per poter accogliere e orientarsi insieme verso la nuova vita.In giovane età si avverte una grande sete di amore, ma dove placarla questa sete? Spesso a fonti sbagliate, velenose. Per alcuni, basta bere, non importa che cosa e s'accorgono troppo tardi di aver bevuta acqua inquinata.Quaggiù, ricordatelo, non ci sono amori che possano colmare le profondità del nostro cuore. "Signore, il nostro cuore é inquieto finché non riposa in te", scrive S. Agostino. Senza Dio in mezzo, l'IO e il TU, non troveranno mai una unità perfetta. Se Dio c'è, Lui supplisce a ciò che manca e allora é bello vivere insieme.E` per questa grande dignità che l'amore coniugale viene fatto Sacramento.San Francesco spiega: "O sposi, non vi dico: amatevi reciprocamente di amore naturale, perché di ciò sono capaci anche le tortorelle; né vi dico: amatevi di un amore umano, perché anche i pagani hanno praticato questo amore. Ma vi dico, secondo il grande Apostolo (Paolo): mariti amate le vostre mogli come Gesù ama la Chiesa. Mogli, amate i vostri mariti, come la Chiesa ama il suo Salvatore". Amarsi cosi, significa rendere più facile il superamento degli inevitabili ostacoli, delusioni, sacrifici. Bisogna cambiare mentalità. Parliamo della preparazione al matrimonio non come a un surrogato e tanto meno a un trabocchetto, ma come un cammino verso il Signore che guida, illumina, benedice la missione dei coniugi. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza (Gen 1,27) e gli diede poi "un aiuto simile a lui" (Gen 2,21-23). Da allora, la donna é sempre stata, nel disegno di Dio, un aiuto all'uomo, non la serva, non la schiava, non l'essere inferiore, (la storia degli uomini l'ha fatta serva e schiava) ma un aiuto simile così che i due diventano "complementari" l'una all'altro. E come la mettiamo sul piano della parità uomo-donna? Proprio dalla complementarietà scaturisce la "pari dignità e la differenza dei ruoli". Alla donna Dio ha dato un cuore grande, un'attitudine ad amare, a donarsi, a darsi con dedizione e amore. Una capacità di educare alla vita. All'uomo, Dio ha donato la forza, che posta accanto alla ricchezza di sentimenti della donna, permette il reciproco arricchimento sul piano fisico, psichico e . . . soprannaturale. L'amore nel matrimonio che è sorgente di vita,  sbocca nella maternità e nella paternità. Attentare maliziosamente e per egoismo a questo fine, significa tradire e profanare la propria vocazione, la propria missione all'interno della creazione. Quanta gioia, quanta fierezza si legge negli occhi di tante giovani coppie che portano a spasso i loro bambini. Ma come non pensare a chi rifiuta violentemente questa esperienza di amore che si trasforma in vita? Anche se una giovane dovesse restare incinta per uno sbaglio, per debolezza ... il dono della nuova Vita sempre deve essere accolto, per cui vale la pena accettarne i sacrifici e forse le umiliazioni. Il prezzo a volte può essere alto proprio perché la vita non ha prezzo.La vocazione al matrimonio chiede di rendersi responsabili. Chi da giovane non sogna il principe azzurro, l'amore, una casetta, dei bambini suoi? Chi non avesse mai, neppure per un momento, sognato queste cose s'interroghi, perché forse c'e qualcosa che non funziona. Ma é vero che dopo bisogna lasciare il sogno e scendere alla realtà perché altrimenti si rischia di avere del matrimonio una visione irreale, magari dolciastra. Altri purtroppo possono avere una visione piatta e grigia guardando al matrimonio come a una sistemazione di vita, una specie di affare, specialmente se uno dei due ha molti soldi ... Altri ancora possono avere una visione materiale e grossolana come di un appagamento dell'istinto, del godimento di un piacere senza freni. Sono tutte strade che mettono in pericolo la fedeltà all' amore. Il matrimonio non è “quante volte lui ti porta fuori”, non è quanto lei è “bambolina tutti sì” perfetta e possibilmente non rompiscatole….il matrimonio è prendersi per mano e camminare insieme, giorno dopo giorno, non perdendo di vista Chi, a questa vocazione, ci ha chiamati.Rendersi responsabili significa imparare a conoscersi, ma attenzione, per conoscersi bene non é necessaria la convivenza ... questa distrugge la gioia delle vere nozze. Chi anticipa il dono, lo ruba e impoverisce la festa. Ma allora, conoscere che cosa? Prima di tutto se stessi, le proprie attitudini, la propria personalità i propri talenti (ossia i propri doni naturali) ma anche le proprie lacune, le proprie debolezze. Tutto questo bagaglio va conosciuto proprio per mettersi in relazione con l' altro/a e con la nuova vita. Poi conoscere il proprio fidanzato o fidanzata, ma di una conoscenza che deve andare oltre il volto, il timbro di voce, una bellezza solo esteriore. Occorre scendere in profondità per scoprire le affinità d’ animo, la capacità di giudizio, la rettitudine, il modo di comprendere e vivere l'amore, le convinzioni religiose. Occorre conoscere sè e l'altro/a, comprendere ed accettare i lati deboli, ma anche esigere chiarezza e armonia sui punti fondamentali, come: Amarsi con tutto il cuore - Essere fedeli l' uno all`altro per sempre - Accettare le gioie della vita a due ma anche i  dolori e i sacrifici - Aiutarsi nelle necessità, consolarsi nelle pene e accettare di pregare insieme - Volere dei figli ed educarli cristianamente.Occorre educarsi: Il cambiamento di vita per chi si sposa é notevole. Chi ha detto che c'e più cambiamento di vita entrando in convento che nel matrimonio? Bisogna sapere come si vuole impostare il matrimonio! In ogni caso é la fine della spensieratezza. E' il passaggio dall'egocentrismo all' accettazione, nel proprio mondo interiore, di un altro essere con i suoi problemi i suoi desideri e le sue idee e magari una personalità opposta ... E' la rinuncia a “certi modi” di divertirsi ed é un pungolo che richiede di uscire dalla propria pigrizia. Occorre formarsi al saper tacere, come al saper parlare, alla dolcezza, alla pazienza, alla capacità di perdonarsi. Occorre avere anche un buon equilibrio affettivo e quindi sessuale per  poter vivere armonicamente questo aspetto importante della vita coniugale e che richiede molto rispetto per l'altro, molta delicatezza e capacità di dono, perché il fare l’amore non si trasformi in un atto di violenza, in un atto puramente istintivo o all'opposto, subìto.Dunque, la vita al matrimonio non é una cosa scontata. E' una chiamata. E' una vita impegnativa ma altrettanto colma di gioia e di soddisfazioni che sono il più delle volte frutto del saper rinunciare a se stessi per vivere a due.Mi permetto di darvi una mia opinione, avete una vita davanti che può essere splendida, non accontentatevi di un amore "usato", di "seconda mano", di un “mezzo amoruccio”. Non consumate tutto e subito col primo o la prima che incontrate ... cercate quello/a che condivide con voi i principi fondamentali dell'amore. Non ci si sposa per non restare scapolo o zitella. Ci si sposa se Dio chiama a questa vocazione e quando si incontra l'altro "tu" che garantisce una vita coniugale seria e fedele, date tutti voi stessi per costruire la vostra futura famiglia su queste basi e durerà per sempre, date tutti voi stessi per cercare il ragazzo/a giusto/a, quello con cui potete condividere un amore per sempre, quello che insieme a voi non ha voglia di “provare a stare insieme” ma di costruire fin dal primo giorno un rapporto serio basato sulle cose importanti.Lo abbiamo  visto quando sono venuti Sabry e Carlo con Fabrizio ed Angela a darci la loro testimonianza:la vita, il matrimonio, non è quanto ti diverti, non è quanto ti porta in giro, non è quanto “sballi” il sabato sera…non inganniamoci, la vita non è questa!Questa è una fuga dalla tua vita e poi? Che ti lascia?Ce lo ha testimoniato Carlo…. non lascia niente… cerchi la vita nel divertimento e trovi la morte… non quella fisica… ma la morte del tuo cuore che continua a volersi dissetare ad una fonte che non dà acqua buona… e ti avvelena sempre di più.Voi stessi ( tutti quelli che c’erano) hanno detto per esempio, di aver visto in Fabrizio una pace ed una serenità invidiabili..perchè invece di invidiarlo non provare a mettere quella stessa serenità nella propria vita?Vi lascio con una perla, non è cosa mia, è di qualcuno che tutti noi abbiamo tanto amato, di qualcuno per cui abbiamo pregato e pianto insieme e di cui siamo certi della santità, Giovanni Paolo Secondo “il grande”, è tratta dal suo discorso alla giornata mondiale della gioventù del 2000 ed è l’augurio che vi faccio e la cosa su cui vi invito di cuore a riflettere:“In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.  
 
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