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  • Alessia : anche a te e grazie mille!!!!!!!!!!!!!!
  • serena : :) buon lavoro nella vigna del Signore!!
  • Alessia : :)
  • Lucia : è proprio il caso di dire Gloria a Dio! :) ;)
  • Alessia : Geremia 29,11 Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.
  • Alessia : buona giornata a tutti!
  • Alessia : Benvenuti a tutti, fra pochi istanti iniziamo la lode del Signore. Buona preghiera
  • Alessia : anche a voi Lucia!
  • Lucia : Buona Pasqua a tutti!

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Il matrimonio: una buona notizia.

Il matrimonio: una buona notizia!
(di Francesco Agnoli da  Il Foglio 30 novembre 2006)
L’idea falsa secondo cui leggi, contratto, impegno e doveri sono un freno per il vero amore
È convinzione piuttosto diffusa che la convivenza, esclusiva o prima del matrimonio, sia una forma di amore più libera, utile e sincera. Tale ragionamento prescinde completamente dalla natura umana, e rivela una superficialità estrema di indagine psicologica .Ogni uomo, infatti, ha bisogno di certezze e di stabilità, all’interno delle quali costruire i suoi rapporti affettivi e sociali. Il rapporto infatti si genera all’interno di una comunione e di una condivisione, ed e’ volto al loro approfondimento, non alla loro dissoluzione. Si costruisce per rafforzare e mantenere, non per abbandonare e distruggere ciò che si e’ costruito. Affermare che la convivenza e’ utile al matrimonio, e’ come sostenere che si lavora piu’ volentieri e piu’ liberamente senza un contratto fisso,  senza stabilita’ alcuna, con la possibilita’ di essere licenziati da un momento all’altro. E’ come ritenere che il non essere vincolati da nessuna legge a mantenere ed educare un figlio, sia garanzia di un vero rapporto genitoriale e della felicità del figlio stesso. In realtà affrontare una vita insieme, tra un uomo e una donna, partendo con l’idea che si tratta di una scelta a metà , non definitiva, temporanea, soggetta a revisioni e scadenze, pone colui che vive una simile esperienza in un atteggiamento già per se fallimentare: la scelta sarà meno ponderata, meno profonda, meno scrupolosa, minata alla base da un pensiero, più o meno esplicito : se va male, si cambia. Forti di una scelta già in partenza debole, insicura, si decolla subito senza ali e con il freno tirato: sto prendendo un impegno, ma solo in parte, la porta rimane aperta, le possibilità rimangono molte, faccio e non faccio …
Che le cose stiano così e’ un fatto, confermato dalla cronaca e dalla storia: nell’epoca della convivenza e del divorzio facile i matrimoni e le unioni sono sempre più fragili, con conseguenze sovente drammatiche. Sono duemila, per fare solo un esempio, i padri separati, che si tolgono la vita ogni anno, nell’Unione Europea, per la lontananza dei figli e delle consorti. Anche nel passato le cose stavano così. Nell’antica Roma il matrimonio era una cerimonia solenne, contrassegnata da una sorte di comunione fatta davanti ad un altare, su cui veniva offerto un pane di farro. Un donna, la pronuba, che era stata sposata una sola volta, univa le mani degli sposi, di fronte ai sacerdoti e a ben dieci testimoni, a dimostrazione della funzione anche sociale del matrimonio. Acconciatura e abito della sposa erano estremamente particolari, e la cerimonia si concludeva con un corteo di fiaccole sino alla casa degli sposi. Tutto ciò serviva a rendere tangibile, visibile a tutti, l’importanza del gesto, e quindi piu’ ponderata la decisione: il segno e’ in qualche modo il messaggio. Verso la fine dell’età repubblicana il matrimonio romano entra in crisi: e’ il preludio di una piu’ vasta disgregazione sociale, generata dalla fragilita’ delle famiglie e dal conseguente decremento demografico, cause remote, entrambi, della graduale dissoluzione di Roma. Il motivo? L’antico matrimonio -racconta uno storico- con la sua particolare cerimonia “e’ sempre meno praticato perché difficilmente annullabile. Lo si rimpiazza con forme di matrimonio meno solenni” che possono essere sciolte con grande facilità: “ma i matrimoni sono stati cosi facilmente contratti e sciolti come in questo periodo. Ne consegue che il numero delle nascite va decrescendo..”
La storia insomma si ripete: ricordo , quand’ero ragazzo, un viaggio in Germania e  una delusione bruciante nel vedere che diverse coppie entravano in municipio, portando sotto il braccio una semplice borsa frigo, celebravano il matrimonio civile e uscivano, poco dopo, coppia dopo coppia… Capivo, pur confusamente, che di matrimoni di questo tipo un uomo, nella sua vita, puo’ farne a decine: chiedono poco, in impegno, in tempo e denaro … Il gesto che li suggella e’ vuoto, banale come l’amore che lo genera: qualche soldo e qualche ora perché spesso si è deciso per un futuro gia’ nei progetti, a scadenza … E’ la vita precaria di oggi …, che qualcuno vuole rendere ancora piu’ incerta: dopo l’introduzione del divorzio legale, nel 1974, si lotta ora per poter ottenere il divorzio veloce e il pacs trimestrale. Questo significa volere che il matrimonio scompaia, piano piano, sostituito da forme piu’ o meno lasche di fugace convivenza … Occorre, per qualcuno, una societa’ sempre piu’ aperta, piu’ fluida, piu’ liquida, piu’ inconsistente, in cui non ci sia  nulla su cui poggiare. Una societa’ sempre piu’ di vecchi, soli, senza l’affetto dei figli, senza piu’ sanita’ pubblica ne pensioni, ne’ senso...
 
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