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  • Alessia : Salmi 63,11 Il giusto gioirà nel Signore e riporrà in lui la sua speranza, i retti di cuore ne trarranno gloria
  • Alessia : anche a te e grazie mille!!!!!!!!!!!!!!
  • serena : :) buon lavoro nella vigna del Signore!!
  • Alessia : :)
  • Lucia : è proprio il caso di dire Gloria a Dio! :) ;)
  • Alessia : Geremia 29,11 Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.
  • Alessia : buona giornata a tutti!
  • Alessia : Benvenuti a tutti, fra pochi istanti iniziamo la lode del Signore. Buona preghiera
  • Alessia : anche a voi Lucia!
  • Lucia : Buona Pasqua a tutti!

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Di nuovo Natale

Un nuovo Natale
Il messaggio di Gesù è ancora oggi uno fra quelli meno conosciuti, purtroppo anche tra i cosiddetti ”credenti”, che, molto spesso, non hanno mai aperto una Bibbia.
Il motivo di questa mancata conoscenza non è chiaro, ma forse nasce dalla assenza di consapevolezza della profondità di questo messaggio.
Molte volte l’immagine del Cristo viene trasmessa con un “format” di tipo storico, che lascia intendere che la stessa sia legata esclusivamente al passato.
Difficilmente coloro che credono riescono a trasporre la Sua esistenza applicandola alla propria vita.
Effettivamente la gran parte di noi Italiani, a qualunque generazione apparteniamo, (forse il fenomeno si sta riducendo nelle nuove generazioni ), abbiamo ricevuto un’educazione “religiosa” che per alcuni aspetti ci ha avvicinati alla tradizione cristiana; al punto che quasi ogni famiglia nel periodo natalizio prepara un presepe o magari va a Messa per festeggiare la venuta del Salvatore.
Questa “tradizione religiosa” presente in quasi tutti gli uomini, è una sorta di abitudine, che fà tornare il nostro pensiero a Dio, ogni qualvolta ci troviamo di fronte a situazioni difficili o tradizionali, per le quali dobbiamo manifestare la nostra appartenenza al popolo cristiano.
Tutto questo non è negativo, o almeno non lo sarebbe, se fosse accompagnato da una piena consapevolezza di cosa andiamo a festeggiare.
La Festa del Natale non è una ricorrenza, non è una celebrazione, ma la presa coscienza del fatto che Dio si è fatto carne, per caricare sopra di sé tutto quanto non andava nella nostra vita; la Sua venuta non è stata un evento spot, la cui ricorrenza è utile per organizzare dei bei cenoni o partite a tombola senza fine.
La Sua venuta è la discesa di Dio in mezzo agli uomini, è la particolarità che ci distingue dalle altre fedi, nel caso del “nostro Dio” per noi unico e vero, non è l’uomo che è andato a cercarlo, ma è Lui che si è manifestato agli uomini per restituirgli quell’autorità e quella forza che il peccato di Adamo aveva fatto perdere.
La “Religiosità” è quel fenomeno che ci fa sviluppare un attaccamento a Dio solo per comodità o per paura, secondo il quale se una situazione è più grande di noi siamo portati a supplicare Dio di intervenire per risolverla, ma se questo non si verifica lasciamo che la nostra vita scorra dove e come vogliamo senza curarci minimamente di Lui.
La religiosità è basata sul sentimento, più ancora sul sentimentalismo, anziché sull’adorazione, ossia sul riconoscere Dio come nostro Signore e “padrone” cui apparteniamo.
Oggi l’Incarnazione è diventata l’occasione per un grande business ed una grande festa, che rischia di perdere completamente il suo significato originale.
In questo molto spesso, anche in quelle episodiche celebrazioni che ci fanno ricordare la Sua nascita, si finisce per organizzare, vivere o pregare in uno splendido momento che non porta alcun cambiamento alla nostra vita.
Per dirla in parole più semplici, festeggiamo un grande giorno e poi torniamo a fare le stesse cose di prima, a subire le situazioni che la vita ci presenta, vivendo con l’occhio puntato verso il futuro, in attesa di ritrovarci in una ricorrenza simile.
Sembra quasi che per rivivere nei nostri cuori, Gesù debba attendere il Natale successivo.
Possiamo dire prendendoci una “licenza letteraria” che il Natale (intendendo tutto il periodo natalizio epifania compresa…) è la manifestazione di Dio all’uomo, della Sua autorità, del Suo amore, della Sua potenza... è Dio che si dona gratuitamente, il creatore che si fa creatura per la salvezza e la redenzione del Suo popolo.
Nel nostro lessico comune, quando si parla di una “manifestazione” si intende qualcosa di grande che viene reso disponibile alla visione di tutti quanti vogliono.
Se pensiamo alle manifestazioni che vengono organizzate dai grandi nomi della musica, vediamo che rappresentano dei fenomeni generazionali, ricordati anche a distanza di anni da chi li ha vissuti .
Molte volte rappresentano qualcosa che ha lasciato un segno, un ricordo indelebile del primo amore, della festa di compleanno o magari la colonna sonora di un matrimonio.
In altri termini, una manifestazione, può divenire un mattone della tua vita che è la base di tante esperienze successive.
Dio, con la nascita, morte e resurrezione del Suo figlio, ha voluto realizzare in ciascuno di noi facendo nascere il proprio Figlio, ha voluto darci l’ Occasione con la O maiuscola per dare il via nella nostra vita ad un nuovo capitolo, perché tornassimo davvero dalla morte dell’apatia, della sfiducia, del peccato ad una vita nuova e piena!
Troppe volte il modo di intendere la fede è distratto ed egoistico, tutto proteso alla soddisfazione dei nostri propri bisogni, all’apparenza, al sentimentalismo, questo è quello che si intende per “religiosità” nel senso negativo; lasciare che Cristo nasca rimanendone fuori, non occupandosi di modificare la propria mente (quindi di convertirsi) lasciando la porta di casa chiusa, come fecero gli albergatori nella Notte Santa con Maria e Giuseppe.
Il cambiamento che Dio voleva si realizzasse in noi era quello di chi comprende l’importanza della “manifestazione” della vita di Dio nella sua vita, ed inizia a vivere quel giorno, come il primo di una serie, perché ogni giorno diventi Natale, perché Dio non solo venga, ma rimanga ad abitare dentro di noi.
Fare abitare Cristo dentro di noi, significa cambiare vita, ma principalmente cambiare mente, lasciare che il Suo pensiero diventi il nostro, iniziare a pensare ed a credere che Gesù appartiene al passato, ma è la Via, la Verità, la Vita, viva in noi ancora oggi.
Fratello quello che voglio invitarti a credere, è che se tu lasci che Dio venga ad albergare dentro di te, e lasci che sia Lui e non tu ad ispirare i tuoi comportamenti, la tua vita cambierà e potrai fare esperienza della Sua grandezza.
Tutto quello che Gesù faceva 2.000 anni fà in Israele e che poi i Suoi discepoli hanno fatto in tutto il mondo nei secoli è anche per te, perché Lui ha promesso: “In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre” ( GV 14, 12 )
Allora quest’anno non lasciare che il tuo Natale sia uguale a tutti gli altri, fidati del tuo Re, lascia che il Signore invada il tuo cuore e possa compiere in te e tramite te i grandi prodigi che ha promesso, non credere di essere nato per lavorare, per soffrire ed infine per morire e forse avere una nuova vita dopo… una vita migliore, non è questo lo scopo per cui sei stato creato!
Metti fede nel fatto che il Signore ti ha creato per vivere regnando sulla terra, come Suo ambasciatore, e perché questo avvenga in eterno.
Allora, non aspettare il 24 Dicembre e sin d’ora invita il Signore dentro di te, con la potenza del Suo Santo Spirito e chiedigli di trasformarti, vedrai che Lui non mancherà e la tua vita prenderà un colore nuovo.
Il mio augurio per te quest’anno si unisce alle parole di Paolo di Tarso: Possa il Dio della speranza riempirti di ogni gioia e pace per la fiducia che hai in Lui così che tu possa sovrabbondare di speranza per il potere dello Spirito Santo!
Il Signore ti benedica, Buon Natale a te ed alla tua famiglia.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 15 Dicembre 2008 18:02)

 
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