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aborto selettivo, il caso di Milano

Aborto selettivo: bufera sull'ospedale
Morto il feto sano, i medici si difendono: è stata una fatalità.
Da corriere.it
MILANO — «Una fatalità». I vertici dell'ospedale San Paolo di Milano escludono responsabilità mediche nel caso dell'aborto selettivo della donna incinta di due gemelle finito con la morte del feto sano invece di quello malato. Ma la notizia dell'errore nell'interruzione di gravidanza plurima, riportata ieri dal Corriere della Sera, scatena la rivolta del mondo cattolico. Sotto accusa, la legge 194 del '78: «L'aborto eugenetico apparentemente non è consentito, ma oramai viene accettata l'idea che ci possano essere discriminazioni tra esseri umani...
Aborto selettivo: bufera sull'ospedale
Morto il feto sano, i medici si difendono: è stata una fatalità
da corriere.it
MILANO — «Una fatalità». I vertici dell'ospedale San Paolo di Milano escludono responsabilità mediche nel caso dell'aborto selettivo della donna incinta di due gemelle finito con la morte del feto sano invece di quello malato. Ma la notizia dell'errore nell'interruzione di gravidanza plurima, riportata ieri dal Corriere della Sera, scatena la rivolta del mondo cattolico. Sotto accusa, la legge 194 del '78: «L'aborto eugenetico apparentemente non è consentito, ma oramai viene accettata l'idea che ci possano essere discriminazioni tra esseri umani — denuncia Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita —. La selezione embrionale aggiunge ingiustizia a ingiustizia». Coscienze in subbuglio. È bufera sul San Paolo. Il dramma umano della donna milanese di 38 anni, già madre di un bambino, sottoposta a un intervento per salvare solo la gemella senza la sindrome di Down, si trasforma in uno scontro di bioetica. I difensori della 194 alzano gli scudi, preoccupati che venga messa in discussione la libertà di scelta delle donne conquistata quasi trent'anni fa con un referendum (il 70% dei cittadini si disse favorevole all'interruzione di gravidanza). Dopo il terzo mese di gravidanza — come per la paziente milanese in questione — la legge del '78 prevede l'aborto terapeutico a tutela della salute psico-fisica della donna. Dal punto di vista legislativo la gravidanza viene considerata nel suo complesso, senza riferimenti specifici ai parti gemellari.
«Al San Paolo vengono fatti dieci aborti selettivi l'anno sui 700 complessivi — sottolinea la direzione sanitaria del San Paolo —. Il tutto nel pieno rispetto delle normative ». Ma i cattolici insorgono. Monsignore Mauro Cozzoli, docente di teologia morale all'Università Lateranense di Roma, parla di approccio utilitaristico alla vita: «Il caso è inquietante non tanto per lo sbaglio compiuto, quanto per la mentalità e la prassi eugenetica che esso mette a nudo — sottolinea il teologo —. È sbagliato volere sopprimere mediante selezione vite che non rispondono alle attese». Due le particolarità dell'interruzione di gravidanza plurigemellare di Milano, avvenuta alla metà di giugno, ma emersa solo adesso. Da un lato i feti erano morfologicamente identici (con la stessa lunghezza degli arti e il medesimo sviluppo osseo). Dall'altro, con ogni probabilità, si sono invertiti nella pancia, dopo gli esami per la diagnosi prenatale che avevano mostrato alterazioni cromosomiche per quello di sinistra. Di qui la morte della gemella sana. «L'indagine multidisciplinare attivata dalla commissione interna non ha portato, per ora, all'identificazione di nessuna responsabilità dei medici — si difende Alessandro Amorosi a nome della direzione sanitaria del San Paolo —. La documentazione è, comunque, a disposizione delle autorità competenti ». Sullo sfondo del dibattito, le percentuali di rischio che corre chi si sottopone alle interruzioni di gravidanza selettive attestate dalla letteratura scientifica. «Nel 3% dei casi, quando si decide di fermare la crescita di un feto gemellare, anche l'altro muore», dicono al San Paolo. Carlo Casini scuote la testa: «È necessario un ripensamento complessivo della normativa — ribadisce —. Bisogna eliminare l'equivocità delle sue parole». E, mentre Luca Volonté (Udc) chiede un'ispezione del ministero della Salute al San Paolo, i radicali gridano alla strumentalizzazione del caso contro una legge scomoda

Ultimo aggiornamento (Giovedì 30 Agosto 2007 10:52)

 
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